L’AUTO CHE VIENE A PRENDERCI DA SOLA

Immagine
  L’AUTO CHE VIENE A PRENDERCI DA SOLA DALLA GUIDA AUTONOMA AL VEICOLO COME SERVIZIO: QUANDO SMETTEREMO DI POSSEDERE UN’AUTOMOBILE? Per oltre un secolo l’automobile è stata costruita intorno a un presupposto apparentemente ovvio: per spostarsi occorrono un veicolo e qualcuno capace di guidarlo. Volante, pedali, patente, parcheggio e garage derivano tutti dalla stessa premessa. La guida autonoma sta cominciando a separare le due cose. Il veicolo rimane, il conducente può scomparire. E quando scompare il conducente potrebbe cambiare non soltanto il modo in cui costruiamo le automobili, ma perfino il motivo per cui le possediamo. Nel 2026 questa non è più soltanto una previsione. Negli Stati Uniti i robotaxi completamente autonomi sono ormai un servizio commerciale in numerose aree urbane. Waymo, per esempio, il 1° settembre ha iniziato ad accogliere passeggeri anche a Denver, San Diego e Tampa, portando a 14 le città nelle quali offre corse completamente autonome; a Miami e Orlando i...

Corso di storia della scienza: Dulbecco 1914

Renato Dulbecco 1914

Dulbécco, Renato. - Biologo italiano, naturalizzato statunitense (Catanzaro 1914 - La Jolla, California, 2012). Ha compiuto ricerche di avanguardia sui virus, arrivando a produrre un vaccino geneticamente puro per il virus della poliomielite e ha studiato l'azione dei virus oncogeni sulle cellule sane e la loro trasformazione in cellule cancerogene. Nel 1975 ha ricevuto il premio Nobel per la medicina o fisiologia. Si laureò in medicina nel 1936 presso l'univ. di Torino, ove fu assistente alla cattedra di anatomia comparata, di cui era titolare Giuseppe Levi. Si trasferì negli USA e a Bloomington (Indiana), sotto la direzione di S. Luria, scoprì la fotoriattivazione dei batteriofagi inattivati con UV. Nel 1949 passò con M. Delbrück al California institute of technology (Caltec) e nel 1963 fu chiamato al Salk institute di La Jolla (California). Divenne socio straniero dei Lincei nel 1968. Nel 1972 lasciò gli USA per trasferirsi all'Imperial cancer found di Londra in qualità di vicedirettore. D. applicò le metodologie utilizzate per lo studio dei batteriofagi allo studio dei virus delle cellule animali in coltura. Riuscì a purificare il virus della poliomielite e a produrre un vaccino geneticamente puro. In seguito si occupò dell'azione dei virus oncogeni sulle cellule normali e delle modalità della trasformazione di queste ultime in cellule cancerogene. Per queste ricerche nel 1975 gli fu conferito il premio Nobel per la fisiologia o la medicina con D. Baltimore e H. M. Temin. Nel 1986 propose il Progetto Genoma per la decodificazione della mappa del genoma umano, divenuto in seguito un programma di collaborazione internazionale. Rientrato in Italia, D. è stato, dal 1990, responsabile della parte italiana del Progetto Genoma presso il CNR di Milano; completata, nel 2003, la mappatura del genoma, D. è passato a occuparsi di un nuovo progetto che ha portato, nel 2005, all'individuazione dei geni responsabili del carcinoma mammario. Tra le sue pubblicazioni: Microbiology (1967; trad.it. 1986); Virology (1980; trad. it. 1985); Il progetto della vita (1989); I geni e il nostro futuro (1995); Poesie (2001); La mappa della vita (2001); Scienza e società oggi. La tentazione della paura (2004).


Commenti

Post popolari in questo blog

Corso di storia della scienza: Randall 1962

Corso di storia della scienza: Langer 1948

Corso di storia della scienza: Mauchly 1907