L’AUTO CHE VIENE A PRENDERCI DA SOLA

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  L’AUTO CHE VIENE A PRENDERCI DA SOLA DALLA GUIDA AUTONOMA AL VEICOLO COME SERVIZIO: QUANDO SMETTEREMO DI POSSEDERE UN’AUTOMOBILE? Per oltre un secolo l’automobile è stata costruita intorno a un presupposto apparentemente ovvio: per spostarsi occorrono un veicolo e qualcuno capace di guidarlo. Volante, pedali, patente, parcheggio e garage derivano tutti dalla stessa premessa. La guida autonoma sta cominciando a separare le due cose. Il veicolo rimane, il conducente può scomparire. E quando scompare il conducente potrebbe cambiare non soltanto il modo in cui costruiamo le automobili, ma perfino il motivo per cui le possediamo. Nel 2026 questa non è più soltanto una previsione. Negli Stati Uniti i robotaxi completamente autonomi sono ormai un servizio commerciale in numerose aree urbane. Waymo, per esempio, il 1° settembre ha iniziato ad accogliere passeggeri anche a Denver, San Diego e Tampa, portando a 14 le città nelle quali offre corse completamente autonome; a Miami e Orlando i...

Corso di storia della scienza: Arnold 1956

Frances H. Arnold 1956

Frances H. Arnold, nata il 25 luglio 1956 negli Stati Uniti, è una chimica e ingegnere chimico nota per il suo lavoro nella ricerca e nello sviluppo delle proteine e nell'ingegneria delle proteine. Arnold è una pioniera nella disciplina dell'ingegneria delle proteine, un campo che si occupa della progettazione e della creazione di nuove proteine o della modifica delle proteine esistenti per ottenere funzioni specifiche. Il suo lavoro ha portato a significativi avanzamenti nell'ingegneria enzimatica e nella produzione di proteine ​​per applicazioni industriali e mediche. È stata la prima a sviluppare metodi innovativi basati sull'evoluzione diretta delle proteine, una tecnica nota come "evoluzione dirigente delle proteine", che consente di progettare enzimi e proteine con funzioni desiderate attraverso un processo di selezione artificiale e mutazioni controllate. Frances Arnold è stata insignita del Premio Nobel per la Chimica nel 2018 per il suo lavoro pionieristico nell'ingegneria delle proteine e per lo sviluppo di metodi per la produzione di proteine ​​con proprietà specifiche attraverso l'evoluzione controllata. Il suo lavoro ha avuto un impatto significativo nei settori biotecnologici, farmaceutici e ambientali, aprendo nuove possibilità per la produzione di enzimi e proteine personalizzati utilizzati in varie applicazioni, inclusi processi industriali sostenibili e terapie mediche innovative.

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