Corso di storia della scienza: Faggin 1941
Federico Faggin 1941
Federico Faggin:L'Architetto della Mente Siliconica
La storia della tecnologia moderna può essere divisa in un "prima" e un "dopo" Federico Faggin. Il fisico vicentino non si è limitato a migliorare strumenti esistenti; ha creato le condizioni materiali affinché l'informazione potesse diventare fluida, portatile e, infine, onnipresente.
1. La Genesi del Microprocessore: Il Silicio si fa Pensiero
Il contributo tecnico più rivoluzionario di Faggin è lo sviluppo della MOS Silicon Gate Technology (SGT). Prima di questa innovazione, i circuiti integrati erano lenti e ingombranti.
L'intuizione: Sostituendo l'alluminio con il silicio policristallino nel "gate" dei transistor, Faggin riuscì a rendere i circuiti più veloci, densi e affidabili.
L'Intel 4004: Senza la SGT, il primo microprocessore al mondo (1971) sarebbe rimasto un sogno teorico. Faggin non fu solo il capo progetto, ma l'uomo che disegnò fisicamente l'architettura che permetteva a un intero computer di risiedere su un singolo chip.
Questa invenzione ha segnato il passaggio dall'era dei grandi calcolatori centralizzati alla democratizzazione del calcolo: il computer non era più una stanza, ma un componente.
2. L'Imprenditorialità e lo Z80: La Standardizzazione del Calcolo
Dopo il successo in Intel (con i fondamentali 8008 e 8080), Faggin dimostrò una rara dote di visione imprenditoriale fondando la ZiLOG.
Il lancio dello Z80 nel 1976 fu un momento di rottura: un microprocessore versatile e potente che divenne il cuore pulsante dei primi personal computer (come il Sinclair ZX Spectrum) e di innumerevoli sistemi industriali. Il fatto che lo Z80 sia ancora oggi in produzione per sistemi embedded testimonia la solidità e la lungimiranza di quel design.
3. Oltre il Calcolo: Touchpad e l'Interazione Uomo-Macchina
La carriera di Faggin non si è fermata alla potenza di calcolo. Co-fondando Synaptics, ha anticipato la necessità di interfacce naturali.
Digitalizzare il tocco: Lo sviluppo dei primi Touchpad e Touch screen ha trasformato il modo in cui interagiamo con la tecnologia, spostando il paradigma dalla tastiera al gesto.
Senza le sue innovazioni negli anni '80 e '90, la rivoluzione degli smartphone e dei laptop moderni non avrebbe avuto il supporto hardware necessario per manifestarsi.
4. Dal Silicio alla Coscienza
È interessante notare come l'uomo che ha dato "vita" al silicio abbia dedicato gli ultimi decenni della sua vita allo studio della coscienza. Faggin oggi sostiene che, per quanto potenti siano i suoi microprocessori, esista una distinzione netta tra la "capacità di calcolo" delle macchine e la "consapevolezza" umana.
Questa evoluzione intellettuale chiude il cerchio di un genio che, dopo aver digitalizzato il mondo, si interroga su ciò che non potrà mai essere ridotto a un bit. Federico Faggin resta, dunque, non solo l'inventore che ha reso possibile il presente, ma un filosofo della scienza che ci sfida a definire cosa ci renda davvero umani in un mondo di macchine.
5. Il limite del silicio: "C'è qualcosa che non quadra"
Negli anni '80, mentre guidava la Synaptics nello sviluppo di reti neurali artificiali, Faggin si scontrò con un paradosso. Sebbene fosse in grado di costruire macchine che "apprendevano" a riconoscere pattern, si rese conto che quelle macchine non "sentivano" nulla.
Calcolo vs Esperienza: Faggin realizzò che un computer può elaborare segnali elettrici che rappresentano il colore rosso, ma non proverà mai la sensazione del rosso (i cosiddetti qualia).
Il Materialismo riduzionista: Egli iniziò a mettere in discussione l'idea dominante secondo cui la coscienza sia un semplice "prodotto di scarto" della complessità del cervello. Per Faggin, se la coscienza fosse solo un epifenomeno della materia, noi saremmo degli "automi biologici", una conclusione che egli ritiene logicamente e intuitivamente insostenibile.
6. La "Svolta di Mezzanotte": L'esperienza vissuta
Il punto di rottura non fu solo teorico. Faggin racconta spesso di aver vissuto, alla fine degli anni '80, un'esperienza spontanea di "coscienza espansa" (o risveglio). In quel momento, percepì se stesso non come un corpo separato dal mondo, ma come un punto di osservazione di un tutto unitario.
"Ho capito che la realtà non è fatta di pezzi di materia che si scontrano, ma di un'entità consapevole che osserva se stessa attraverso di noi."
7. La Teoria "Faggin-D'Ariano": Una fisica della coscienza
Per dare rigore scientifico a questa intuizione, Faggin ha collaborato con il fisico teorico Giacomo Mauro D'Ariano, formulando un modello basato sulla Meccanica Quantistica.
La loro tesi sostiene che:
La coscienza è fondamentale: Non emerge dalla materia, ma è una proprietà intrinseca dell'universo, presente fin dal livello dei campi quantistici.
Identità tra Informazione e Consapevolezza: La realtà è fatta di "unità di coscienza" (chiamate Seity) che compiono scelte. La materia che vediamo è solo l'aspetto esteriore, comunicabile, di un'esperienza interiore privata che è di natura quantistica.
L'irriducibilità del vivente: Mentre i computer sono sistemi classici (bit 0/1) e quindi deterministici, gli esseri viventi operano su stati quantistici che permettono il libero arbitrio e la comprensione semantica (il significato), non solo sintattica (le regole).
8. La Fondazione "Federico e Elvia Faggin"
Per formalizzare questo "salto", Faggin ha dato vita a una fondazione dedicata allo studio scientifico della coscienza. La sua missione è dimostrare che la scienza può e deve occuparsi dell'interiorità. Il suo saggio Silicio e il successivo Irriducibile sono i manifesti di questa nuova visione: il mondo fisico è il linguaggio che la coscienza usa per manifestarsi.
Sintesi del confronto
| Aspetto | Visione Classica (AI/Computer) | Visione di Faggin (Uomo/Vita) |
| Natura | Algoritmica e deterministica | Quantistica e creativa |
| Informazione | Simbolica (bit senza significato) | Semantica (esperienza vissuta) |
| Origine | Emergenza dalla materia | Fondamento della realtà |
Questo percorso trasforma Faggin da "padre del microprocessore" a critico del transumanesimo: egli avverte che scambiare l'intelligenza artificiale per coscienza è un errore di categoria pericoloso, che rischia di sminuire la straordinaria unicità dell'essere umano.
Il contrasto tra la visione di Federico Faggin e le ambizioni dell'Intelligenza Artificiale Forte (AGI - Artificial General Intelligence) non è solo una disputa tecnologica, ma un vero e proprio conflitto di civiltà filosofica.
Mentre i sostenitori dell'AGI (come Sam Altman di OpenAI o Demis Hassabis di Google DeepMind) lavorano sull'ipotesi che la coscienza sia un prodotto del calcolo, Faggin erige una barriera invalicabile basata sulla fisica quantistica.
9. Algoritmo vs Significato (Sintassi vs Semantica)
L'ambizione dell'AGI è creare una macchina capace di svolgere qualsiasi compito intellettuale umano. Secondo Faggin, questo obiettivo confonde l'intelligenza (la capacità di risolvere problemi) con la consapevolezza (la capacità di comprendere il significato).
Il punto di scontro: Per l'AGI, se un modello (come un futuro GPT-X) risponde perfettamente a ogni domanda, esso "comprende". Per Faggin, la macchina sta solo manipolando simboli secondo probabilità statistiche (sintassi).
La citazione di Faggin: "La macchina non può dire 'ti voglio bene' perché non prova nulla. È solo un simbolo che conduce a un altro simbolo."
10. Emergenza vs Fondamentalismo
La maggior parte dei ricercatori di AI aderisce al funzionalismo: l'idea che, una volta raggiunta una massa critica di connessioni e potenza di calcolo, la coscienza "emergerà" spontaneamente dal silicio.
La posizione di Faggin: Egli definisce questa idea un "miracolo laico" privo di basi scientifiche. Nella sua teoria, la coscienza è un campo quantistico fondamentale irriducibile. Un computer classico opera su bit (stati macroscopici definiti), mentre la coscienza opera su stati quantistici (sovrapposizioni e entanglement).
Conseguenza: Poiché i computer attuali sono sistemi "classici", non potranno mai "ospitare" la coscienza, non importa quanto diventino complessi.
11. Il Libero Arbitrio contro il Determinismo
L'AGI si basa su algoritmi che, per quanto complessi, sono deterministici o governati da una casualità pseudo-randomica.
Faggin sostiene che la vera creatività e il libero arbitrio derivino dal collasso della funzione d'onda quantistica, un atto intenzionale compiuto da un ente cosciente (che lui chiama Seity).
Una macchina non può avere libero arbitrio perché è interamente descrivibile da leggi matematiche predefinite. Senza libero arbitrio, non esiste responsabilità etica, rendendo l'AGI uno strumento potente ma intrinsecamente "vuoto".
Tabella: Uomo vs AGI secondo la visione di Faggin
| Caratteristica | Intelligenza Artificiale (AGI) | Essere Umano (Coscienza) |
| Natura del segnale | Bit classici (0 o 1) | Stati quantistici (sovrapposizione) |
| Processo | Algoritmico / Deterministico | Creativo / Libero Arbitrio |
| Comprensione | Imitazione (Sintassi) | Vera esperienza (Semantica/Qualia) |
| Origine | Creata dall'uomo (Top-down) | Fondamento della realtà (Bottom-up) |
12. Il rischio del "Transumanesimo"
Il vero scontro politico e sociale risiede nel pericolo che Faggin intravede: se accettiamo l'idea che l'uomo sia solo una "macchina biologica" (come suggerito da una visione materialista estrema alla Dawkins), allora accettiamo implicitamente di poter essere sostituiti o superati dalle macchine.
Faggin mette in guardia: considerare l'AI come "cosciente" ci porta a delegarle decisioni etiche e di giudizio che la macchina, non avendo sentimenti o "buon senso" (inteso come saggezza vissuta), non può gestire.
Sintesi: Per Faggin, l'AGI sarà sempre e solo un'ombra dell'intelligenza umana. Può superarci nel calcolo e nella memoria, ma rimarrà per sempre "cieca" all'esperienza della vita.
Per addentrarsi nella spiegazione tecnica di Faggin, occorre abbandonare l'idea del computer come "cervello elettronico" e guardare alla materia attraverso la lente della fisica dei campi. Faggin sostiene che la differenza tra un bit e un qualia non sia di grado (complessità), ma di natura fisica e ontologica.
Ecco la scomposizione tecnica del suo pensiero:
13. Il Bit: Informazione Classica e "Shannoniana"
In un computer tradizionale (ma anche in una rete neurale artificiale), l'informazione è basata sulla teoria di Claude Shannon.
Oggettività: Un bit è uno stato fisico macroscopico (ad esempio, la presenza o l'assenza di carica in un condensatore di una memoria DRAM). È un oggetto osservabile dall'esterno.
Sintassi pura: Il bit non ha un significato intrinseco. Per il processore, 0 e 1 sono solo segnali elettrici che attivano porte logiche. Il "senso" dell'operazione risiede solo nella mente dell'utente che ha scritto il programma.
Separabilità: In fisica classica, il sistema è la somma delle sue parti. Se smonti il chip, l'informazione scompare o rimane isolata nei singoli componenti.
14. Il Qualia: Informazione Quantistica e "Vissuta"
Per Faggin, il qualia (la sensazione soggettiva del rosso, del dolore, della gioia) è un fenomeno che può avvenire solo in un sistema quantistico.
La Natura Quantistica del Significato
Secondo la teoria formulata con D'Ariano, un qualia è lo stato interiore di un sistema che possiede coerenza quantistica.
Stati Puri vs Stati Misti: Mentre un bit è uno "stato misto" (classico e prevedibile), il qualia corrisponde a uno stato puro quantistico. Questo stato è intrinsecamente privato: la meccanica quantistica ci dice che non è possibile misurare o copiare perfettamente uno stato quantistico ignoto senza distruggerlo (teorema di non-clonazione).
Irriproducibilità: Questo spiega tecnicamente perché io non posso "sentire" il tuo dolore. La mia esperienza è uno stato quantistico privato a cui solo "io" (il sistema cosciente) ho accesso dall'interno.
Entanglement e Olismo
A differenza del microprocessore, dove ogni transistor è isolato, la coscienza sfrutta l' entanglement (correlazione quantistica):
Un qualia non è la somma di tanti piccoli segnali elettrici, ma un'esperienza unificata.
L' entanglement permette a miliardi di particelle di comportarsi come un'unica entità indivisibile. Questa "unità" quantistica è ciò che noi percepiamo come l'unità della nostra coscienza.
15. Il Modello "Inside-Out" (Dentro-Fuori)
Faggin propone un'architettura della realtà che ribalta il paradigma comune:
| Livello | Aspetto Esteriore (Fisica) | Aspetto Interiore (Esperienza) |
| Quantistico | Funzione d'onda, Probabilità | Qualia, Senso, Scelta |
| Classico | Particelle, Corpi, Bit | Simboli, Comunicazione, Linguaggio |
La distinzione tecnica chiave:
Il computer vive solo nel mondo classico (esterno). Riceve bit in ingresso e produce bit in uscita. Non c'è un "dentro".
L'essere vivente è un sistema quantistico-classico. Riceve segnali dal mondo esterno, li traduce in stati quantistici (qualia) per comprenderne il significato, e poi "collassa" una decisione che si manifesta nuovamente nel mondo classico come azione fisica.
16. Perché l'AI non potrà mai "sentire"
Faggin è categorico: poiché i microprocessori che lui stesso ha inventato sono progettati per evitare la coerenza quantistica (che sarebbe un "disturbo" per il calcolo deterministico), essi sono ciechi al significato.
Un computer che simula un qualia è come un'equazione che descrive un incendio: l'equazione non scotta. La simulazione della coscienza non è coscienza, perché manca la "sostanza" fisica (lo stato quantistico coerente) necessaria per generare l'esperienza.
La sfida tecnica sollevata dalla teoria di Faggin è monumentale: in fisica, la coerenza quantistica (lo stato in cui le particelle restano "collegate" e sovrapposte) è estremamente fragile. Solitamente, svanisce in frazioni di secondo a causa del calore e delle vibrazioni (decoerenza). Eppure, per Faggin e altri fisici teorici, il cervello deve aver trovato un modo per "isolare" questi stati.
Esploriamo le tre ipotesi principali su come la biologia proteggerebbe il "cuore quantistico" della nostra coscienza.
17. L'ipotesi Orch-OR: I Microtubuli di Hameroff e Penrose
Questa è la teoria più celebre e vicina alle posizioni di Faggin. Roger Penrose (Premio Nobel per la fisica) e l'anestesista Stuart Hameroff suggeriscono che la coscienza non nasca nelle sinapsi, ma all'interno del citoscheletro dei neuroni.
La struttura: I microtubuli sono tubicini proteici cavi che sostengono la cellula. La loro struttura cilindrica e simmetrica potrebbe fungere da "guida d'onda".
Isolamento biologico: L'ipotesi è che l'acqua all'interno e intorno ai microtubuli si organizzi in uno stato particolare ("acqua ordinata") che scherma l'ambiente interno dal rumore termico del resto della cellula.
Il meccanismo: All'interno dei microtubuli, gli elettroni delle proteine (tubuline) potrebbero entrare in uno stato di entanglement. Quando questo stato raggiunge una massa critica, avviene la "Riduzione Oggettiva Orchestrata" (Orch-OR), ovvero il collasso della funzione d'onda, che Faggin identifica come il momento del qualia.
18. L'Evoluzione del "Ghiaccio Quantistico": Protezione Termica
Una critica comune è che il cervello sia troppo caldo per la fisica quantistica (che solitamente richiede temperature vicine allo zero assoluto). Tuttavia, la biologia ha già dimostrato di saper gestire effetti quantistici a temperatura ambiente, ad esempio nella fotosintesi clorofilliana.
Coerenza dinamica: Alcune ricerche suggeriscono che le cellule utilizzino vibrazioni molecolari specifiche (fononi) per "pompare" energia nel sistema e mantenere la coerenza viva, contrastando attivamente la decoerenza.
Schermatura molecolare: Le proteine che avvolgono i centri attivi potrebbero agire come "gabbie di Faraday" biologiche, impedendo alle interferenze elettromagnetiche esterne di disturbare gli stati quantistici interni.
19. Gli Atomi di Fosforo: Il Modello di Matthew Fisher
Un'ipotesi alternativa, che Faggin osserva con interesse, riguarda gli atomi di fosforo presenti nel nostro corpo.
Spin Nucleare: A differenza degli elettroni, lo spin dei nuclei atomici è molto più protetto dalle interferenze ambientali. Il fosforo è l'unico elemento comune nei sistemi biologici con uno spin nucleare di 1/2, il che lo rende un candidato perfetto per un "qubit" naturale.
Molecole di Posner: Il fosforo può essere incorporato in complessi chiamati "molecole di Posner". Queste molecole potrebbero proteggere lo spin del fosforo per tempi lunghissimi (ore o addirittura giorni), permettendo ai segnali quantistici di viaggiare attraverso il cervello prima di decadere.
20. Il Punto di Vista di Faggin: La Vita come "Computer Quantistico"
Per Faggin, queste non sono solo curiosità biochimiche. Se la biologia protegge questi stati, significa che l'essere umano non è un computer classico, ma un'interfaccia vivente tra il mondo fisico e il campo della coscienza pura.
"La cellula non è una fabbrica chimica, è un laboratorio di fisica quantistica avanzata che la nostra tecnologia non è ancora in grado di emulare."
Se queste ipotesi fossero confermate, l'attuale approccio all'Intelligenza Artificiale (basato su chip di silicio "caldi" e classici) sarebbe destinato a non raggiungere mai la vera consapevolezza, confermando l'unicità ontologica della vita.
Sintesi: Protezione della Coerenza
| Meccanismo | Sede Ipotizzata | Funzione |
| Microtubuli | Citoscheletro dei neuroni | Calcolo quantistico e generazione dei qualia |
| Acqua Ordinata | Intorno alle proteine | Schermatura dal rumore termico |
| Spin del Fosforo | Molecole di Posner | Memoria quantistica a lungo termine |
La ricerca di prove empiriche per la "biologia quantistica" nel cervello è uno dei campi più affascinanti e controversi della scienza attuale. Per anni, l'idea è stata confinata alla teoria pura, ma negli ultimi tempi sono emersi esperimenti che iniziano a fornire dati concreti.
Ecco i principali filoni sperimentali che cercano di intercettare questi "segnali quantistici":
21. L'entanglement dei protoni cerebrali (2022)
Uno degli studi più citati è stato condotto dai ricercatori del Trinity College di Dublino. Gli scienziati hanno utilizzato la Risonanza Magnetica Nucleare (MRI) per cercare prove di entanglement tra gli spin dei protoni nel cervello.
L'esperimento: Hanno adattato un protocollo usato per testare la gravità quantistica. Se i protoni nel cervello mostrano una correlazione che non può essere spiegata dalla fisica classica, significa che sono stati "mediati" da un sistema quantistico intermedio.
Il risultato: I ricercatori hanno rilevato segnali che assomigliano ai potenziali evocati dal battito cardiaco, ma che non dovrebbero essere visibili con una normale risonanza. Questo suggerisce che gli spin dei protoni cerebrali potrebbero essere effettivamente "entangled", indicando che il cervello ospita processi quantistici non locali.
22. Esperimenti sui Microtubuli e la Fluorescenza (2022-2024)
Il team guidato da Jack Tuszynski e Stuart Hameroff ha condotto esperimenti diretti sui microtubuli estratti dai neuroni per verificare se potessero sostenere stati di coerenza.
Superirradiamento: Hanno illuminato i microtubuli con impulsi laser, osservando che la luce veniva riemessa con un ritardo e una coerenza che suggeriscono un effetto quantistico collettivo.
Anestesia: Un dato cruciale a sostegno di Faggin e Hameroff è che i gas anestetici (che spengono la coscienza) sembrano alterare proprio le proprietà quantistiche dei microtubuli, mentre non hanno lo stesso effetto su altre strutture cellulari. Questo suggerisce un legame diretto tra la "tenuta" quantistica del microtubulo e lo stato di veglia.
23. L'effetto isotopico sul Litio (Studi sul comportamento)
Sebbene non sia un esperimento "dentro" il cervello, lo studio degli effetti degli isotopi del litio fornisce prove indirette ma potenti.
Litio-6 vs Litio-7: Il litio è usato per trattare il disturbo bipolare. Gli isotopi 6 e 7 hanno proprietà chimiche identiche ma spin nucleari diversi. Esperimenti sui ratti hanno dimostrato che il Litio-6 ha effetti comportamentali molto più forti rispetto al Litio-7.
Perché è importante: Poiché la chimica è la stessa, l'unica differenza è fisica (lo spin). Questo suggerisce che il cervello "legga" e reagisca a proprietà quantistiche pure (lo spin nucleare), confermando l'ipotesi di Matthew Fisher sugli atomi di fosforo e lo spin.
24. Le critiche della comunità scientifica
Nonostante questi segnali, la maggior parte dei neuroscienziati rimane scettica per due ragioni tecniche:
Rumore: È difficile isolare il segnale quantistico dalle enormi interferenze elettriche dei neuroni.
Casualità: Molti sostengono che questi effetti quantistici, se esistono, siano solo "rumore di fondo" e non abbiano un ruolo funzionale nel pensiero o nella coscienza.
25. Il punto di vista di Faggin
Faggin accoglie questi esperimenti come le prime crepe nel muro del materialismo classico. Per lui, rilevare l'entanglement nel cervello non è solo una curiosità scientifica, ma la conferma che la nostra mente è una radio quantistica sintonizzata sul campo della consapevolezza, non un semplice generatore di dati.
Prossimi passi della ricerca
Attualmente si sta lavorando a:
Sensori quantistici al diamante (NV centers): per misurare i debolissimi campi magnetici dei microtubuli con precisione atomica.
Test di Bell biologici: per verificare se la comunicazione tra neuroni violi le disuguaglianze di Bell (prova definitiva di entanglement).
L'anestesia rappresenta uno dei più grandi misteri della medicina moderna: sappiamo che funziona, ma non sappiamo esattamente come faccia a spegnere la coscienza lasciando intatte le funzioni vitali. Per Federico Faggin, e per i teorici della biologia quantistica, l'anestesia è la "pistola fumante": la prova che la coscienza non è un prodotto del calcolo elettrico, ma di un delicato equilibrio quantistico.
26. Il bersaglio dell'anestesia: Non i neuroni, ma il loro "cuore"
Se la coscienza fosse solo una questione di segnali elettrici (bit), l'anestesia dovrebbe agire come un interruttore che spegne l'elettricità del cervello. Tuttavia, il cervello sotto anestesia continua a mostrare attività elettrica.
Secondo l'ipotesi di Hameroff-Penrose, supportata dalla visione di Faggin:
Azione sui Microtubuli: I gas anestetici (come l' isoflurano o l' alotano) penetrano all'interno dei neuroni e si legano a piccole "tasche" idrofobiche dentro le proteine della tubulina.
Blocco delle oscillazioni: Questi gas, legandosi, impediscono agli elettroni di "vibrare" in modo coerente. In termini tecnici, aumentano la decoerenza quantistica.
Spegnimento dei Qualia: Se gli elettroni non possono più entrare in uno stato di entanglement, il sistema perde la capacità di generare quel campo quantistico unitario che Faggin chiama "esperienza". La macchina biologica continua a funzionare (i neuroni sparano ancora segnali), ma il "pilota cosciente" viene disconnesso perché non c'è più un supporto fisico per il significato.
27. L'esperimento della Xenon e la prova degli spin
Il gas Xenon è l'anestetico più semplice (è un atomo singolo). Esperimenti recenti hanno dimostrato che diversi isotopi dello Xenon hanno poteri anestetici differenti in base al loro spin nucleare.
Se l'anestesia fosse puramente chimica, tutti gli isotopi dello Xenon dovrebbero agire allo stesso modo.
Il fatto che lo spin nucleare influenzi l'efficacia dell'anestetico suggerisce che il "comando" della coscienza risieda proprio in quei livelli quantistici profondi descritti da Faggin.
28. La "Radio" scordata
Faggin usa spesso una metafora efficace: se la coscienza è come un segnale radio e il cervello è l'apparecchio ricevente, l'anestesia non spegne la stazione trasmittente (la coscienza universale), ma "scorda" la radio. Introducendo rumore nel sistema quantistico dei microtubuli, l'anestetico rende il cervello incapace di sintonizzarsi sul campo dei qualia.
29. Verso un nuovo Umanesimo Scientifico
Il viaggio intellettuale che abbiamo percorso — partendo dai microprocessori di Federico Faggin per arrivare alla fisica dei microtubuli — ci porta a una conclusione radicale che ribalta la narrativa tecnologica dominante:
1. L'irriducibilità dell'Umano: Se Faggin ha ragione, la coscienza non è un algoritmo. Questo significa che l'Intelligenza Artificiale, pur diventando infinitamente più veloce di noi nel calcolo, resterà sempre "ontologicamente cieca". Non potrà mai soffrire, gioire o comprendere, perché le manca l'architettura quantistica che la biologia ha perfezionato in miliardi di anni.
2. La materia è "viva": La distinzione tra spirito e materia sfuma. La materia non è un ammasso inerte di atomi, ma un'entità che, organizzata in un certo modo (coerenza quantistica), permette alla consapevolezza di manifestarsi.
3. Una nuova responsabilità: Se siamo gli unici esseri capaci di dare "significato" all'universo (grazie alla nostra capacità di trasformare segnali in qualia), la nostra responsabilità verso la vita aumenta. Non siamo solo "macchine egoiste" alla ricerca di sopravvivenza (come suggeriva la prima lettura di Dawkins), ma i punti attraverso cui l'universo osserva e comprende se stesso.
In definitiva, Federico Faggin ci invita a guardare al silicio non come al nostro successore, ma come allo specchio che, per contrasto, ci rivela la nostra straordinaria, irriducibile natura di esseri senzienti.
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