Corso di storia della scienza: Cerf 1943 e Kahn 1938
Vint Cerf 1943 e Bob Kahn 1938

Architetti dell'InvisibileCerf, Kahn e la Genesi del Protocollo Universale
Nella mitologia contemporanea, spesso si confonde l'invenzione del Web con quella di Internet. Tuttavia, se Tim Berners-Lee ha creato l'interfaccia grafica e i collegamenti ipertestuali che navighiamo quotidianamente, si deve a Vinton Cerf e Robert Kahn la progettazione del sistema nervoso sottostante: l'architettura TCP/IP. Il loro lavoro, iniziato negli anni '70, non è stato solo un esercizio di ingegneria, ma la risoluzione di un paradosso logico: come far comunicare tra loro macchine che parlano "lingue" hardware e software profondamente diverse?
Dall'Isolamento all'Interconnessione: La Sfida di ARPANET
All'inizio degli anni '70, il mondo informatico era un arcipelago di reti isolate. Esisteva ARPANET (la rete del Dipartimento della Difesa USA), ma vi erano anche reti radiofoniche e satellitari. Il problema era la frammentazione: ogni rete aveva i propri standard di trasmissione, rendendo impossibile un trasferimento fluido di dati su scala globale.
Bob Kahn, nel 1972, teorizzò l'architettura a "rete aperta" (Open-Architecture Networking). L'idea era rivoluzionaria: non serviva una rete centrale onnipotente, ma un protocollo comune che permettesse a reti individuali di connettersi senza dover modificare la propria struttura interna. Per trasformare questa visione in realtà, Kahn coinvolse Vint Cerf, la cui competenza risiedeva nella gestione del flusso di dati.
Il Cuore del Sistema: La Suite TCP/IP
La collaborazione tra i due portò alla pubblicazione, nel 1974, del saggio “A Protocol for Packet Network Intercommunication”. In questo documento venivano gettate le basi di quello che oggi chiamiamo TCP/IP, una suite di protocolli che opera su due livelli distinti ma complementari:
IP (Internet Protocol): Funziona come l'indirizzo su una busta. Si occupa del routing, ovvero di instradare i pacchetti di dati da un mittente a un destinatario attraverso vari nodi, identificando ogni dispositivo in modo univoco.
TCP (Transmission Control Protocol): Agisce come un controllore del traffico e un servizio di garanzia. Scompone i dati in pacchetti alla partenza e li riassembla all'arrivo, verificando che nulla sia andato perduto o corrotto durante il viaggio.
La Filosofia dell'Agnosticismo Tecnologico
Il vero colpo di genio di Cerf e Kahn risiede nella natura agnostica del protocollo. Il TCP/IP non si cura del tipo di supporto fisico (cavi in rame, fibra ottica, onde radio) né del tipo di file trasmesso (email, video, transazioni bancarie).
Questa flessibilità ha permesso a Internet di:
Scalare infinitamente: Passando da pochi nodi universitari a miliardi di dispositivi connessi (IoT).
Resistere ai guasti: Grazie alla commutazione di pacchetto, se un nodo cade, i dati possono trovare strade alternative per giungere a destinazione.
Un'Eredità Politica e Sociale
Il passaggio definitivo avvenne il 1° gennaio 1983, data nota come "Flag Day", quando ARPANET passò ufficialmente dal vecchio protocollo NCP al TCP/IP. Fu il Big Bang di Internet.
Cerf e Kahn non hanno solo creato una tecnologia; hanno stabilito un principio di interoperabilità democratica. Il fatto che Internet sia una rete di reti, dove nessuno possiede la "proprietà" dell'architettura di base, è il risultato diretto della loro scelta di mantenere questi standard aperti e non proprietari.
Oggi, mentre discutiamo di sovranità digitale e intelligenza artificiale, l'architettura di Cerf e Kahn rimane sorprendentemente resiliente. La Medaglia Presidenziale della Libertà che entrambi hanno ricevuto non è solo un premio alla carriera, ma il riconoscimento per aver costruito il primo vero spazio pubblico globale.
Conclusione: Verso l'Interplanetary Internet
Vint Cerf, lungi dal considerarsi un pensionato della tecnologia, sta oggi lavorando con il JPL della NASA per estendere il protocollo TCP/IP allo spazio profondo. Il "Bundle Protocol" mira a risolvere i problemi di latenza estrema nelle comunicazioni tra la Terra e Marte, dimostrando che l'architettura concepita negli anni '70 ha ancora il potenziale per connettere non solo i popoli, ma i mondi.
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