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Corso di storia della scienza: De Broglie 1892

Louis de Broglie 1892



Louis de Broglie — l’uomo che fece cantare la materia

1 — L’idea centrale in una frase

De Broglie propose che a ogni particella materiale in moto si possa associare un’onda caratterizzata dalla relazione:

\[\lambda = \frac{h}{p}\]

dove \(h\) è la costante di Planck e \(p\) la quantità di moto (momento) della particella. Per le onde vale inoltre la relazione energia–frequenza: \(E = h f\).

2 — Come nasce la formula (intuito e tecnica)

Per i fotoni (luce) sappiamo che \(E = h f\) e \(p = E/c\). Da qui, per la luce, si ricava la corrispondenza lunghezza d’onda–momento. De Broglie estese questa associazione anche alle particelle materiali: se la luce è onda e particella, perché non applicare la stessa regola a un elettrone?

Matematicamente, a una particella è associabile una funzione d’onda di tipo piano:

\[\psi(x,t) = A\, e^{i(kx - \omega t)}\]

con \(k = \tfrac{p}{\hbar}\) e \(\omega = \tfrac{E}{\hbar}\) (dove \(\hbar = \tfrac{h}{2\pi}\)). Le equazioni d’onda della meccanica quantistica derivano dall’accettare questi rapporti e dall’uso delle sostituzioni operatoriali \(p \to -\,i\hbar\nabla\) ed \(E \to i\hbar\,\partial_t\).

3 — Velocità di fase e velocità di gruppo: non contraddicono la relatività

Per una particella libera si definiscono:

  • velocità di fase \(v_p = \dfrac{\omega}{k} = \dfrac{E}{p}\);
  • velocità di gruppo \(v_g = \dfrac{d\omega}{dk}\), che corrisponde alla velocità fisica del pacchetto d’onda.

Per particelle relativistiche vale la relazione:

\[v_p \cdot v_g = c^2.\]

Questo implica che la velocità di fase può superare formalmente \(c\) senza trasportare informazione: l’informazione viaggia con la velocità di gruppo, che rimane \(\leq c\).

4 — Dal piano d’onda all’equazione di Schrödinger (passo semplice)

Partendo dalla forma d’onda piana \(\psi \sim e^{i(kx - \omega t)}\) e usando \(p = \hbar k\), \(E = \hbar \omega\), si motivano gli operatori:

\[\hat{p}\,\psi = -\,i\hbar\nabla\psi = p\,\psi,\qquad \hat{E}\,\psi = i\hbar\,\partial_t\psi = E\,\psi.\]

Inserendo queste sostituzioni nella relazione energetica non relativistica \(E = \tfrac{p^2}{2m} + V\), si ricava la celebre equazione di Schrödinger:

\[i\hbar\,\frac{\partial\psi}{\partial t} = -\,\frac{\hbar^2}{2m}\,\nabla^2\psi + V\,\psi.\]

5 — Esempi numerici (per intuire le scale)

Alcuni valori di riferimento per la relazione \(\lambda = \tfrac{h}{p}\):

  • Elettrone con energia cinetica 1 eV → \(\lambda \approx 1{,}23\,\text{nm}\).
  • Elettrone con 100 eV → \(\lambda \approx 0{,}123\,\text{nm}\) (scala dei reticoli cristallini).
  • Elettrone con 100 keV → \(\lambda \approx 3{,}88\,\text{pm}\).\
  • Oggetto macroscopico (massa 1 kg, \(v = 1\,\text{m/s}\)) → \(\lambda \approx 6{,}6\times10^{-34}\,\text{m}\) (inesprimibilmente piccolo).

Questa semplice numerica mostra perché la natura ondulatoria è rilevante a scale microscopiche e trascurabile nella vita quotidiana.

6 — Pacchetti d’onda e principio di indeterminazione

Un’onda infinita (piano d’onda) ha momento definito ma posizione indefinita; un pacchetto d’onde localizza la posizione introducendo dispersione nel momento. Questo porta al principio di indeterminazione di Heisenberg:

\[\Delta x\,\Delta p \gtrsim \frac{\hbar}{2}.\]

L’argomento è dunque: la natura ondulatoria impone limiti fondamentali alla simultanea definizione di posizione e momento.

7 — Interpretazioni: due modi di leggere la funzione d’onda

Dopo la proposta di de Broglie nacquero due linee interpretative principali:

  1. Interpretazione di Copenhagen (ortodossa): la funzione d’onda \(\psi\) è uno strumento calcolatorio; \(|\psi|^2\) dà la densità di probabilità.
  2. Teoria pilot-wave / de Broglie–Bohm: la funzione d’onda è fisica e guida particelle puntiformi; le traiettorie esistono ma sono guidate anche da un termine quantistico.

Scrivendo \(\psi = R\, e^{iS/\hbar}\) e separando le parti reale e immaginaria dell’equazione di Schrödinger si ottengono:

\[Q = -\,\frac{\hbar^2}{2m}\,\frac{\nabla^2 R}{R},\]

dove \(Q\) è il potenziale quantistico, centrale nelle letture pilot-wave e nella spiegazione di effetti non classici.

8 — Relatività, spin e sviluppi

De Broglie immaginò la compatibilità con la relatività; in seguito sono nate equazioni d’onda relativistiche (Klein–Gordon, Dirac) che affrontano aspetti come lo spin e la struttura a più corpi. Alcune difficoltà tecniche restano (per esempio l’interpretazione delle onde nello spazio delle configurazioni), ma il nucleo dell’intuizione resta valido: le onde sono centrali per comprendere la materia.

9 — Conferme sperimentali e impatti tecnologici

La diffrazione e l’interferenza di elettroni confermarono rapidamente la validità delle idee di de Broglie. Applicazioni pratiche:

  • Microscopi elettronici (risoluzione atomica);
  • Interferometria atomica (sensori di precisione);
  • Manipolazione di onde di materia in condensati di Bose–Einstein.

10 — Riflessioni conclusive

Tecnica: la relazione \(\lambda = \tfrac{h}{p}\) è semplice ma potente; la meccanica quantistica nasce da queste intuizioni unite agli operatori e al formalismo d’onda. Filosofia della scienza: la domanda se la funzione d’onda sia ontica o epistemica rimane aperta e oggi alimenta discussioni sulla non località e sul collasso della funzione d’onda.

Eredità: de Broglie fu ponte tra intuizione fisica e rigore matematico; l’idea che la materia abbia natura ondulatoria continua a guidare fisica sperimentale e teorica.

Sintesi rapida — equazioni chiave

Relazione di de Broglie: \(\lambda = \dfrac{h}{p}\)

Energia–frequenza: \(E = h f = \hbar\omega\)

Sostituzioni operatoriali: \(p \to -\,i\hbar\nabla,\quad E \to i\hbar\,\partial_t\)

Schrödinger (dipendente dal tempo): \(i\hbar\,\partial_t\psi = -\,\dfrac{\hbar^2}{2m}\,\nabla^2\psi + V\,\psi\)


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